I giochi d’equilibrio per la maturazione psicomotoria dei bambini

L’Equilibrio come Senso di SÉ in Movimento

In questi ultimi 12 anni, ho molto riflettuto sulle strategie migliori per accompagnare i bambini nella loro evoluzione, facilitarli nella crescita  e mettere così  in luce tutte  le loro potenzialità.

Chi mi conosce sa quanto io sia attenta a non invadere il bambino col mio presunto sapere, ma anzi quanta dedizione io applichi, nel fare in modo che il bambino possa esprimere sé stesso e riconoscersi attore, capace di azioni per lui prima impensabili.

Già da quest’ultima affermazione si può cogliere il nocciolo del mio essere neuro-psicomotricista e cioè che per me il pensiero è azione interiorizzata.

Scheda Giochi: DrGiovannaPensa-ApproccioEquilibrio (pdf)

Il pensiero è azione interiorizzata

Quando un bambino viene imitato o anche solo semplicemente osservato (meglio se con stupore) da un adulto partecipe – mentre compie un gesto, un’azione o un compito – quel bambino, mette un tassello in più alla sua immagine del corpo: può ripensarsi in quell’attimo, in quell’azione.

Il bambino accompagnato nel suo personale modo di scoprire  il mondo, sente se stesso attore e dunque tende a ripetere la scena.

E questa scenetta si riempie dunque di significato, che può essere un significato linguistico, logico, semantico o cognitivo in senso stretto.

Il significato si realizza nel momento della scenetta e dipenderà dalla lettura che ne fa l’adulto e dalla comunicazione che l’adulto passa al bambino in quel momento specifico.

Parlo di adulti perché ogni occasione è buona: a casa, come a passeggio, a scuola come in visita dai nonni o dai vicini.

E’ difficile che la terapia in senso stretto, riesca a strutturarsi con questa gioia profonda di essere accolto, ascoltato e osservato in virtù di un evento creato dal bambino. L’espressione di una capacità o per un esperimento inventato lì per lì, in definitiva per una scoperta del bambino, qualcosa che prima non c’era e ora è chiara “nellamenteenelcorpoinsieme”.

Per noi adulti l’evento può essere una banalità o qualcosa che consideriamo inutile. Ma per il bambino è una scoperta. E’ ovvio che in base ai nostri particolari principi educativi, accoglieremo le scoperte opportune. In questo modo siamo anche obbligati a ragionare sui nostri principi educativi, a non darli per scontati.

La scoperta dell’intuizione

Nel momento in cui il bambino si mette in un’azione spontanea a cui noi assistiamo e diamo un significato, un colore, egli struttura un tassello di personalità in più. E non solo perché si ritrova capace di “quella cosa lì…” e di altre ancora ma anche perché vive se stesso nella propria capace spontaneità dell’intuizione.

In quel momento il bambino apprende cos’è per lui intuizione, in pratica si formano i tasselli che conducono a quel particolare modo di pensare.

Il bambino è più motivato a ripetere gesti opportunamente divertenti e a dare alla medesima azione connotati e sfumature diverse, perché in questo modo può confrontare i risultati, come su una fotografia indelebile.

Egli può quindi aprire il pensiero alla seriazione, al confronto, all’imitazione, motivato dalla propria molla interna di autovalutazione e di affermazione di sé.

L’importanza dei Giochi d’Equilibrio

Il nostro sistema neuro-biologico funziona giocando d’anticipo e così, come una macchina proattiva, mette in moto raffinati processi dinamici del pensiero e della sensibilità (vista, udito, tatto, propriocezione) che insieme si organizzano per adattarsi alle situazioni mutevoli della realtà.

Tante più esperienze abbiamo e tanto più possiamo anticipare i risultati e avere successo nell’azione che stiamo compiendo.

E’ per questa ragione che i bambini sono portati a Giocare, perché attraverso il gioco possono conoscere la realtà e fare  esperienze reali, ma nello stesso tempo, possono immaginare e immaginarsi in altri contesti e Apprendere.

Giocare è un azione che sta nel mezzo, come un cuscino fra realtà e fantasia (Winnicot) consente il passaggio consapevole al pensiero astratto.

Intendo motivare i giochi d’equilibrio come rilevanti per la maturazione psicomotoria dei bambini. La mia proposta è quella di andare oltre la semplice applicazione direttiva di un esercizio di fisioterapia e di sfruttare la naturale tendenza al gioco come forma di apprendimento, per cogliere con i nostri bambini qualsiasi occasione buona per giocare con la forza di gravità.

L’Equilibrio e la consapevolezza del Sé in azione nel mondo

Suggerisco inoltre, di porre un’attenzione quotidiana al camminare, al correre e al fare le scale tutti i giorni, lasciando che i bambini inventino nuovi modi di compiere queste azioni.

Bisogna ricordare che il pensiero non è incapsulato nel cervello e l’apprendimento non è un semplice bottino di informazioni. Ogni gesto per quanto minuscolo, attiva milioni di relazioni fra il mondo e il corpo, fra il corpo e il cervello, i neuroni e gli ormoni. Si stampano ricordi e se ne attivano altri. Si anticipa ciò che succederà appena la mano avrà afferrato, appena il piede avrà toccato terra.

Anziché guardare dove si va, si potrà andare dove si guarda e si imparerà a guardare lontano.

Si perché all’Equilibrio sono collegati tutti i nostri sistemi di riferimento: la vista, l’udito, il tatto, la propriocezione profonda osteoarticolare, l’olfatto e pure il gusto! Il sistema vestibolare, funziona fin da neonati, per farci organizzare nel pensiero sia lo spazio corporeo che quello extra-corporeo. In seguito, il sistema vestibolare stabilizza il capo, controlla la postura e coordina i movimenti. Cioè, il sistema vestibolare è strettamente collegato al sé in azione nel mondo.

Ma il sé in azione nel mondo con quali modalità, con quali direzioni, velocità e orientamento agisce nello spazio?

Pensiamo e utilizziamo riferimenti multipli: informazioni fornite dai recettori sensoriali che convergono nella corteccia, si integrano con segnali che riguardano le azioni pianificate già interiorizzate. Le azioni sono poi codificate, messe in relazione a sistemi di riferimento molto diversi che corrispondono a spazi molteplici relativi al corpo, all’ambiente, a memorie già strutturate di sé in azione e a spazi di memoria liberi e dunque pronti per l’evoluzione.

Potrei proseguire in approfondimenti tecnici ma l’appello ai genitori è: aumentate i tempi dei giochi di equilibrio che fate coi vostri figli!

Scheda Esercizi

Idee e suggerimenti utili per i giochi d’equilibrio: DrGiovannaPensa-ApproccioEquilibrio (pdf)

2017-03-08T10:50:40+00:00