Promemoria per Mamme

Dialogo con mamme e piccolo gruppo di neonate da 1 a 3 mesi

Argomenti di dialogo

  • Allattamento in riferimento all’autonomia ( deglutizione e posizione delle manine)
  • La costruzione dell’immagine del corpo in riferimento alla posizione dell’allattamento (concetto di vuoto e pieno,  concetto di destra e sinistra)
  • La maturazione del sistema visivo
  • Il tono muscolare in riferimento al massaggio
  • Il contenimento dell’abbraccio in riferimento al concetto di sé nucleare secondo Stern

Allattamento

Abbiamo osservato le bambine succhiare, abbiamo immaginato la sensazione del latte tiepido che riempie la bocca, viene spinto nella glottide, scende tiepido a riempire il pancino.

Abbiamo osservato il loro benessere nella sensazione di pieno, collegato al benessere del calore avvolgente dell’ abbraccio.

Nel benessere si formano le primissime immagini/sensazioni che ci accompagneranno per tutta la vita. Sono tracce di memoria legata all’emozione provata. Per i neonati le emozioni sono una “globalità” di pensiero totale.

Il momento dell’abbraccio nella pienezza del latte che scende, dà al corpo del neonato la consistenza di sé nel mondo. Così come il pianto, anche se leggero, che il neonato fa al momento della fame, fa percepire il vuoto, la mancanza.

Al segnale di disagio che il neonato manda, la mamma risponde con immediatezza nei primi giorni di vita, poi con sempre più serenità e interpone un tempo fra il bisogno, espresso dal bimbo, e la sua soddisfazione.

Questo è il tempo in cui emerge l’equilibrio  fra immagini/sensazioni, opposte fra loro:

  • il vuoto/pieno
  • il sentimento di interezza/sentimento di dispersione
  • il caldo rassicurante, odoroso e ciarliero dell’abbraccio/il tepore muto e anonimo della culla
  • il ritmo del cuore grande che batte/il silenzio

Dagli opposti si apprende, purché siano chiari.

Abbiamo visto l’importanza di rispettare gli orari dei pasti, la regolarità, il tempo dell’allattamento: 20 minuti, mezz’ora al massimo.

Altrimenti non c’è il tempo adeguato per la digestione e il neonato si ingolfa di cibo, non ha mai la sensazione di fame, non ha la possibilità di chiamare, di esprimere il suo bisogno, la possibilità di sentirsi vuoto!

Autonomia e costruzione dell’immagine del corpo

Nel neonato si può facilitare la prensione dando alle manine il significato sensitivo/percettivo che le mani  hanno.

Le manine poste sul biberon o sul seno, sentono il tepore. Per sentire si appoggiano con sempre più vigore nei mesi della crescita e pian piano imparano e prendono la forma della delicata rotondità del seno e del biberon e schiacciano o sorreggono in relazione al vuoto/pieno della bocca e del pancino.

Le manine diventano pian piano intelligenti e autonome, perchè integrate nel sistema di benessere dell’allattamento, cioè del sentimento di sé in sintonia col “tutto”: l’abbraccio che contiene, rassicura col ritmo del cuore, parla con la musicalità della voce, dona pienezza: … e le mani imparano senza bisogno di insegnare nulla, basta accarezzare e ricordare.

Per tutto questo è importante, ricordarsi, di cambiare il braccio che sostiene il bambino soprattutto quando si allatta col biberon.

Va bene che un lato sia più stimolato dell’altro (una curiosità: è da questa abitudine delle mamme, che nasce la lateralità!) ma occorre far sentire al bambino “la consistenza di sé”, anche dall’altro lato.

La maturazione del sistema visivo

mamma-neonatoIl sistema visivo matura a poco a poco nel corso del primo anno di vita. La  miglior distanza per esercitare i muscoletti degli occhi, è quella che intercorre fra il viso della mamma e il bambino allattato al seno (circa 20 cm).

La messa a fuoco si stabilizza e soprattutto si stabilizza la “velocità” dell’occhio a seguire i micromovimenti delle pupille. Tutti noi abitualmente, guardiamo negli occhi chi ci parla. Abbiamo acquisito questa capacità da neonati stando in ammirazione di chi ci dava il benessere della pienezza! Tenere  e mantenere lo sguardo è importante e va facilitato, cercando e mantenendo noi adulti lo sguardo fermo (ma sorridente, comunque consapevole!) sugli occhi del bimbo.

Cerchiamo di essere consapevoli del nostro sguardo, delle sfumature: dallo sguardo passa la prima comunicazione.

Pare incredibile ma iniziamo a questa età, così da piccini a riconoscere dallo sguardo i sentimenti. Ovvio, in modo del tutto inconsapevole per i bambini. Ma noi adulti possiamo fare attenzione, nella spontaneità dell’accudimento.

Il tono muscolare in riferimento al massaggio

Il tono muscolare non è misurabile e dipende da molti fattori, però nei neonati migliora col massaggio diretto sulla pelle. Nel massaggio il bimbo prende tono perchè si sente.

La pelle è il nostro “contenitore”. È il contenitore, se ci pensiamo bene, dei nostri pensieri. La pelle nasce dallo stesso foglietto embrionale che forma il sistema nervoso centrale. Perciò la pelle è così sensibile: è in diretto contatto col sistema nervoso centrale, che ci fa agire nel mondo.

Questo contatto si stabilizza nell’età neonatale ed è perciò che è importante aver cura della pelle del neonato e massaggiarla  a lungo (almeno 10 minuti ) in un ambiente caldo con delicatezza, ma facendo sentire al bambino “tutta” la sua pelle perchè il neonato ha bisogno di sentirsi intero.

La pelle, la nostra pelle, rinvia costantemente al SNC la proiezione di noi nel mondo. Non ci accorgiamo ma ci fa da radar costante, permettendo per esempio l’equilibrio o gli automatismi di difesa.

Perciò:  “10 minuti che faciliteranno e stabilizzeranno l’equilibrio” … chiamiamo così il tempo del massaggio!

Sentire: il concetto di

“Sentire” in italiano significa : sia “udire”, sia “percepire un sentimento”.

Quando era nella pancia, il bimbo ha imparato a percepire se stesso sentendo il battito del cuore della mamma.

Ora impara a differenziarsi, a percepire un primo sé , differente da un  “non sé”: la mamma che non arriva, ma ciò accade dopo un certo tempo!

Il tempo di latenza è breve il primo mese e poi si allunga piano piano. Occorre osservare con fiducia i bimbi che crescono.

Testo consigliato

Diario di un bambino, Daniel N. Stern. Da un mese a quattro anni, il mondo visto da un bambino. Oscar Mondadori 2011 e ristampe successive.

2017-03-08T10:50:40+00:00